24 luglio 2015

Padroni delle nostre azioni?

Oggi, lo scetticismo sul libero arbitrio è tornato di moda … non solo per ragioni filosofiche, bensì prevalentemente scientifiche, grazie anche ai risultati che ci vengono dalle neuroscienze … ma il libero arbitrio sembra essere condizione necessaria della responsabilità morale … cioè indispensabile per dirci responsabili delle nostre decisioni e delle nostre azioni … lo scienziato Benjamin Libet è stato il primo a studiare la relazione tra l’attività cerebrale e l’intenzione cosciente di eseguire un determinato movimento volontario … dai suoi esperimenti emerge che il potenziale di prontezza motoria, che culmina nell'esecuzione del movimento, comincia nelle aree motorie prefrontali del cervello molto prima del momento in cui il soggetto sembra aver preso (circa 350 millisecondi dopo l’instaurarsi del potenziale di prontezza) la decisione … Il processo volitivo sembra quindi prendere avvio inconsciamente, in quanto il cervello si prepara all'azione molto prima che il soggetto divenga consapevole di aver deciso di compiere il movimento … cioè i nostri atti vengono causati da una attività preconscia del cervello, che entra nella coscienza dell’individuo soltanto in un momento successivo … per cui le intenzioni coscienti non sono all'origine dl nostro comportamento volontario, perché esse seguono cronologicamente l’attività cerebrale di preparazione motoria, facendo la loro comparsa solo quando il processo che porta al movimento è già stato innescato … quindi le intenzioni non sono veramente cause delle nostre azioni, perché il lavoro causale genuino è svolto da processi neurali che le precedono ampiamente nel tempo … i processi cerebrali inconsci possono causare quella che appare una libera scelta.
(Mario De Caro – Andrea Lavazza – Giuseppe Sartori --- Siamo davvero liberi? ---)

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