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27 gennaio 2016

Secondo natura (seconda parte)

Quando a essa si ricorre invece per giustificare comportamenti, giudizi e valori, si producono errori, si condizionano scelte della politica, stili di vita, si modificano ideologie, decisioni pubbliche e credenze religiose … Esprimiamo, in un certo senso, anche la fiducia che ciò che è naturale sia contemporaneamente razionale, giusto e magari anche buono … Spesso andiamo oltre e attribuiamo alla natura anche cose più incerte. Usiamo l’aggettivo naturale per rafforzare opinioni e concetti che sono solamente nostri … Per molta gente e per il senso comune, natura e naturale sono ancora concetti che comunicano razionalità, giustizia, bontà e bellezza … il naturale come migliore rispetto all'artificiale, al sintetico, al non naturale. Insomma, preferibile a tutto quello che ha subito una manipolazione umana … Abbiamo così il cibo naturale, la medicina naturale, il parto naturale … La radice comune è costituita dal fatto di ritenere che la natura possa essere maestra di vita. Che adattandoci ai suoi precetti si possa capire il mondo e vivere meglio. Invece non è così. Anzi, è vero il contrario. Per due motivi. Innanzitutto perché sappiamo poco, noi comuni mortali di media cultura, di che cosa sia veramente la natura, ne conosciamo solo qualche aspetto superficiale che scambiamo per il tutto. In secondo luogo perché, pensandoci bene, tutti quelli che hanno fatto leva sul carattere naturale delle loro idee, per rafforzarle e renderle digeribili, sono stati e sono individui pericolosi, molto pericolosi. Che usano la natura per dare un fondamento forte e indiscutibile alle loro idee, normalmente sbagliate … Non esiste alcun paradiso da cui siamo partiti e a cui tornare. Tanto meno un paradiso naturale.
(Chicco Testa con Patrizia Feletig --- Contro (la) natura ---)

25 gennaio 2016

Secondo natura (prima parte)

La natura è un’importante macchina che produce vita o morte. Fa nascere e fa morire … Da questa macchina abbiamo molto da imparare e molto da capire. Ma non è giusta, né buona, né bella … La natura non si cura di noi esseri umani. Va avanti e basta. Ciò che noi amiamo della vita in natura è in realtà un paesaggio che abbiamo forgiato secondo le nostre esigenze e che è cominciato a diventare bello e piacevole negli ultimi decenni … La vita in campagna era grama, molto grama. Una maledizione … La tecnologia ha meccanizzato il lavoro nei campi riducendo la fatica e ha avvicinato la qualità della vita in campagna a quella urbana … L’aggettivo naturale è addirittura diventato un plus da utilizzare nel marketing di ogni tipo di prodotto … Cibo naturale, organico, biologico. Molti negozi attirano clienti accompagnando uno di questi attributi ai propri prodotti. Il paradosso è che, se andiamo indietro di una sessantina d’anni, tutto il nostro cibo era biologico. Prima della rivoluzione verde (che ha enormemente incrementato la produttività della terra e del lavoro agricolo), il cibo prodotto in tutti i campi del mondo era organico, perfetto. Solo che la popolazione mondiale era un terzo di quella odierna, metà di essa era denutrita e l’altra metà mangiava così e così. La crescita della popolazione e la riduzione della fame nel mondo sono state rese possibili proprio dalla rivoluzione verde … In passato, per avere più cibo bisognava aumentarne la superficie dei terreni coltivati. Dopo la rivoluzione verde è stato il continuo miglioramento della produttività dei terreni a perseguire e superare lo stesso obiettivo … Non voglio discutere qui se il cibo cosiddetto naturale sia più buono, sano o nutriente di quello prodotto con i criteri dell’agricoltura moderna. Molti studi dimostrano il contrario … Sconsiglierei vivamente al consumatore attento e preoccupato per la sua salute di servirsi di prodotti agricoli che, romanticamente acquistati direttamente dal contadino, non sono sottoposti a nessun controllo di qualità e sicurezza ...
(Chicco Testa con Patrizia Feletig --- Contro (la) natura ---)


16 dicembre 2015

Avanzi indigesti (terza parte)

Le zone che ospitano questi siti non rischiano il degrado, a condizione che non ci arrivi un numero esorbitante di camion (che rappresentano una ulteriore fonte di inquinamento) seminando una scia di rifiuti lungo le strade che portano alla discarica o all'inceneritore … È tutta una questione di organizzazione e logistica … ci sono anche altre realtà, come l’inceneritore di Spittelau , a Vienna, dove sono bruciate circa 270 mila tonnellate di residuo non differenziato per anno … Tale impianto è ben accetto dai cittadini, tant'è vero che ai suoi lati si svolgono concerti all'aperto ed esso viene considerato una possibile meta per i turisti. L’impianto può essere visitato da tutti, persino dai bambini … Il modello dell’inceneritore di Spittelau dimostra come sia possibile convivere con un impianto del genere fuori delle mura di casa … Di tanto in tanto, ci accorgiamo che la polizia scopre decine di discariche abusive per rifiuti speciali. Perché? Semplice: gli speciali, che sono più pericolosi, sono anche più redditizi, mentre i rifiuti solidi urbani sono meno nocivi e diventano un affare solo in caso di partite di grandi dimensioni. La camorra realizza così un maggior guadagno (per chilogrammo) con i primi, ma come volume complessivo di affari, anche i rifiuti solidi urbani fanno una gigantesca montagna di soldi … Chi vive vicino una discarica abusiva, controllata dalla camorra, evidentemente non esprime il malcontento: le azioni di protesta di cui leggiamo sui giornali avvengono, quasi sempre, nei confronti di impianti di smaltimento legalmente riconosciuti. E spesso è difficile sfuggire al dubbio che dietro le proteste vi siano infiltrazioni camorristiche: è chiaro che impedendo il corretto funzionamento degli impianti legali, si favoriscono quelli illegali. Purtroppo queste strumentalizzazioni colpiscono anche le giuste rimostranze, per cui non sempre è facile fare dei distinguo e appoggiare o meno la protesta, se non si ha una conoscenza diretta dei problemi che l’hanno provocata e delle persone in essa coinvolte … Poi c’è l’ipocrisia: tutti sanno che da qualche parte bisogna costruire qualche inceneritore e qualche discarica, ma nessuno li vuole dietro casa … fintanto che sono altri a ospitare la discarica, ce ne laviamo le mani, ma se tocca a noi, ci rivoltiamo … Spesso si incendiano i cassonetti, perché la puzza dei cumuli di spazzatura non raccolta è insopportabile. La gente non sa quanta diossina produce quel falò, spera solo nell'immediato, sa soltanto che un camion della raccolta arriverà, per forza, al seguito dei pompieri … Allora la domanda è: gli inceneritori fanno male? Un inceneritore nelle sue condizioni ideali di funzionamento non fa male o, comunque, fa male tanto quanto gli altri impianti industriali (chiariamo che molti degli inquinanti che fuoriescono da un inceneritore sono gli stessi liberati dalle fabbriche, o dai sistemi di riscaldamento delle nostre case e dalle nostre automobili. Essi sono soggetti a normative ambientali, le quali stabiliscono i limiti minimi e massimi di emissioni, nonché i livelli di attenzione e di allarme) … Dovremmo chiederci, piuttosto: le sostanze nocive (ossidi di carbonio, azoto, zolfo, idrocarburi incombusti – HC, i particolati carboniosi, le ceneri volanti derivate da composti inorganici) che fuoriescono dall'inceneritore sono state tutte identificate? E gli scenari conseguenti a condizioni di malfunzionamento dell’inceneritore sono stati correttamente valutati nel loro impatto ambientale? … Il problema è anche che la combustione di rifiuti è una combustione di materiali con differenti proprietà … Oppure, chi ci assicura che, pur di guadagnare di più, un gestore rapace non carichi troppo l’impianto o accetti uno scarto non controllato? … E se il personale è insufficiente o non fosse adeguatamente preparato e specializzato? … Eppure, nonostante tali interrogativi, gli inceneritori sono oramai necessari.
(Antonio Cavaliere --- Il mucchio selvaggio ---)

15 dicembre 2015

Avanzi indigesti (seconda parte)

Per quanto riguarda la raccolta indifferenziata … è la raccolta per antonomasia, basata sull'ignoranza e su preconcetti avversi a qualsiasi forma di corretto smaltimento dei rifiuti. Essa mette insieme sia le plastiche che hanno una durata paragonabile a quelle delle piramidi egizie, sia i residui organici che si alterano in pochi giorni e sono infetti. È l’indistinto  che fa paura … L’atto inceneritivo è la riduzione in cenere della parte inorganica dei rifiuti (eliminando la parte organica per mezzo della combustione. Il combustibile, in questo caso, è il rifiuto e l’ossidante  ancora oggi l’aria. Bisogna far entrare in contatto, in modo opportuno, questi due reagenti: Cdr – solido - e l’aria – gassosa – I prodotti dell’incenerimento sono vapore acqueo, anidride carbonica e ceneri) … Se dal punto di vista tecnico un inceneritore (è un impianto di combustione che brucia rifiuti solidi urbani = RSU. Il contenuto di azoto, zolfo, cloro e metalli pesanti negli RSU è ben più rilevante di quello presente nei combustibili fossili convenzionali. Per cui tale combustione produce una varietà e una quantità di metalli e di inquinanti organici persistenti come gli IPA = idrocarburi policiclici aromatici --- i PCB = policlorobifenili = sostanze chimiche organiche clorurate --- le diossine = composti chimici tossici --- i cui effetti sulla salute sono drammatici … nel breve termine, avvelenamento … a lungo termine, cancerogeni e mutageni. Tali sostanze persistono a lungo nell'ambiente a causa della loro stabilità e scarsa reattività … per cui si accumulano nell'arianell'acqua e nel suolo contaminandoli. La quantità di diossine emessa dall'inceneritore dipende dal quantitativo di cloro e di metalli originariamente contenuti nel rifiuto. Inoltre, più grandi sono le dimensioni dell’impianto, più l’impatto ambientale è rilevante) ed un termovalorizzatore sono due impianti simili, dal punto di vista pratico la differenza è sostanziale: con la termovalorizzazione c'è un ritorno economico importante, perché l’impianto si può ripagare in parte con la vendita dell’energia prodotta ed è produttivo. Nel caso dell’inceneritore, questo risvolto economico non c’è, anzi, l’impianto può contare solo sui soldi ricavati dalla vendita del servizio di smaltimento o tutt'al più di sovvenzioni pubbliche. I cittadini diffidano … in genere, è opinione comune che il cittadino medio sia più ignorante della classe dirigente e che la classe dirigente sia disposta a mentire … Dove sono i politici e i tecnici pronti a giurare o a scommettere che si può vivere in tutta tranquillità vicino a un inceneritore? Probabilmente esistono delle persone in buona fede che potrebbero affermare una cosa del genere … ma ai giorni nostri la catena delle responsabilità è così parcellizzata che è difficile trovare un singolo responsabile. Poi non si taglia la testa a nessuno, al massimo si fa carriera … Per l’inceneritore, per esempio, la produzione di diossine e del materiale organico nocivo può essere ridotto al minimo accettabile, a condizione che il cloro immesso sia sempre sotto un certo valore e che le condizioni operative non vengano alterate a causa di particolari incidenti. Lo stesso vale per le discariche (nella storia dell’umanità il modo più naturale di disfarsi dei rifiuti è sempre stato quello di prenderli e sotterrarli  da qualche parte. Da questo semplice gesto deriva il metodo di smaltimento più antico, quello delle discariche. In America esistono ancora grandi discariche terrestri poiché, a differenza dell’Europa, li hanno spazi enormi e deserti … per cui è facile capire perché esistono minori pressioni ad abbandonare la discarica, anche in virtù del minor costo della terra. Il fattore economico ha un peso rilevante e gli amministratori locali sanno che non sempre conviene costruire gli inceneritori, poiché il loro costo è circa il doppio di quello del conferimento in discarica. Oggi le discariche sono meno precarie di una volta. Si sono evolute e possono essere quasi totalmente impermeabili nella parte inferiore, per cui poco o niente va a disperdersi nel sottosuolo. Sono inoltre dotati di sistemi  per lo smaltimento dei liquidi e dei gas che generano. Possiamo definire una discarica una sorta di reattore chimico-biologico, in cui una serie di microrganismi alterano la composizione chimica della parte organica --- bucce, foglie, giornali, residui di cibo, feci, urea --- mentre la parte inorganica --- metalli, vetri e tutto ciò che non è putrescibile – e la piccola frazione di organica vengono compresse e solo parzialmente alterate. Il materiale organico si trasforma in prodotti solidi, liquidi e gassosi … In genere, il residuo solido che si ritrova in discarica è formato, prevalentemente, da materiale inorganico e, in piccola arte, da un residuo di organico). La loro impermeabilizzazione è in teoria resistente a quasi tutte le sollecitazioni meccaniche e chimiche, basta che non vengano immesse, per caso o per dolo, sostanze corrosive in quantità non previste … 
(Antonio Cavaliere --- Il mucchio selvaggio ---)


14 dicembre 2015

Avanzi indigesti (prima parte)

Un singolo cittadino italiano produce, in media, un po’ meno di 1,5 kg di rifiuti solidi al giorno … La parte inorganica di per sé non crea tanti problemi: non è combustibile e basta. Il problema sta nel fatto che la frazione inorganica non è mai completamente separata da quella organica … Prendiamo per esempio, una guantiera argentata, composta da uno strato di cartone e un sottile strato di alluminio ... Scegliere quindi beni più funzionali, più durevoli … significa meno scoria … La correlazione più riciclo-meno inceneritore non è comprovata dalla realtà europea … le città che eccellono nel riciclo e nella raccolta differenziata sono in Germania. Eppure, qui, si riscontra la più alta concentrazione di inceneritori … Le strategie di raccolta sono numerose, tanto che si fa fatica a elencarle … ma dipendono da come gestiamo i rifiuti prima che vengano raccolti e da come intendiamo smaltirli (riciclo, discarica o inceneritore) … poi dipendono anche da come si sono andati formando i prodotti nel corso degli anni … per esempio seguiamo l’evoluzione nella storia del contenitore per il latte. Una volta c’era la bottiglia di vetro, poi la bottiglia di plastica, poi il foglio di carta plastificato. Infine si è giunti al poliaccoppiato, cioè due, tre, quattro sfoglie di diversi materiali mescolati, non miscelati … e in linea di principio, tutto è ri-separabile; tuttavia si deve valutare quanto l’operazione sia difficile tecnicamente e quindi quanto sia veramente fattibile e quanto costi … La raccolta differenziata spinta potrebbe essere una soluzione … se altrove funziona, perché non lo si fa dappertutto? Primo perché costa molto … È anche una questione di spazi … Ma soprattutto non siamo abituati a separare … alla base c’è una questione di cultura ed educazione … forse, allora, meglio una via di mezzo, una raccolta meno spinta … una raccolta parzialmente differenziata … in un unico sacchetto, quello secco (immarcescibile, che può essere raccolto meno frequentemente, con conseguente risparmio economico), può andare ciò che è combustibile e ciò che è facilmente separabile dal combustibile (in particolare il materiale inorganico, che pesa molto di più e può essere attratto da una calamita) … in un altro sacchetto, va tutto l’umido (più compatto) … Gran parte del secco va a finire in centri di raccolta e separazione che producono combustibile derivato da rifiuto (Cdr), che sarebbe il combustibile per gli inceneritori … Per trasportare questo materiale ed evitare inclusioni organiche deperibili, si impacchetta il tutto in nastri polimerici e si ottengono così le famose ecoballe, che altro non sono che combustibile parcheggiato nei centri di trasferenza, depositi temporanei, in attesa di essere traslocato altrove o di essere bruciato negli appositi impianti. Temporanei  è un eufemismo, perché le attese, talvolta, sono molto lunghe … come è successo in Campania, dove si era programmato di smaltire le ecoballe negli inceneritori-termovalorizzatori, ma i ritardi nella costruzione di questi impianti hanno fatto accumulare una spaventosa mole di ecoballe, che, in teoria, dovrebbero rappresentare una riserva strategica di combustibile per l’inceneritore. In teoria, in pratica, no. Perché tali ecoballe non derivano da una raccolta differenziata di solo materiale secco … ma derivano da rifiuti indifferenziati e la loro capacità di conservarsi nel tempo è decisamente dubbia … La stessa preoccupazione vale per l’umido, nel cui sacchetto finisce tutta la frazione organica umida, ma anche tessuti umidi, contenitori di cibi in polimeri porosi (polistirolo) difficili da pulire, piccoli oggetti compositi e, purtroppo, pile e medicine … Si sbandiera talvolta la possibilità di formare, a partire dalla frazione umida, un prodotto denominato compost (è un prodotto di trasformazione della parte organica del rifiuto … si ha un valore merceologico, nel senso che si può vendere e comprare … può servire come riempimento al posto del terriccio, per le sue proprietà nutrizionali a base organica e di porosità, per il giardinaggio in generale e per alcune applicazioni in agricoltura. Il compost è il risultato di una forma di riciclo, perché riporta il materiale di cui sono costituiti gran parte dei prodotti vegetali alla sua origine, cioè nel terreno, per poi essere riciclato attraverso quest’ultimo. Il processo di trasformazione è biotico-aerobico = cioè una grande miriade di batteri, alghe, funghi, protozoi, insetti e vermi demoliscono e ossidano, in presenza di aria, le grandi molecole dei carboidrati - proteine – grassi di cui sono costituiti i residui di cucina e del giardino. Tali microrganismi crescono fin quando trovano alimento, si stabilizzano e poi muoiono. Questo è il processo che rende putrescibile il rifiuto organico fino a farlo diventare, alla fine, inerte = FOS = frazione organica stabilizzata … il compostaggio avviene in presenza di aria), che può essere usato come integratore del terriccio per giardinaggio, in virtù del suo contenuto organico e di una certa quantità di minerali assimilabili. Ma è lecito domandarsi se il contenuto di questo sacchetto possa mai raggiungere il livello di purezza necessario … Dove andrebbero a finire i materiali nocivi che la negligenza lascerebbe cadere nel sacchetto umido? Pensiamo, per esempio, ai pannolini, in particolare al suo contenuto in plastica … Insomma, il sacchetto umido sembra intrinsecamente non adatto al compost, perché troppo facilmente esposto alla contaminazione … 
(Antonio Cavaliere --- Il mucchio selvaggio ---)

4 novembre 2015

L'azione umana.

Negli ultimi anni il clima della Terra è stato caratterizzato da fenomeni estremi: la frequenza delle siccità, l’estrema intensità degli uragani e le ondate di caldo eccezionali … Non ci sono dubbi, la Terra si sta riscaldando e il clima sta cambiando. Gli scienziati concordano sul fatto che tali cambiamenti siano antropogenici, cioè indotti dall'uomo … La crescente concentrazione dei gas serra (biossido di carbonio, vapore acqueo, metano, ossido di azoto) nell’atmosfera è causa del cambiamento climatico antropogenico. Tali gas agiscono proprio come una serra. Infatti, sono trasparenti alla radiazione ultravioletta (a onda corta) emessa dal Sole, che passa attraverso l’atmosfera e colpisce la superficie della Terra. La Terra è così riscaldata dalla radiazione solare e riflette verso la spazio una radiazione infrarossa (a onda lunga). Questi gas assorbono una parte della radiazione infrarossa, intrappolando l’energia termica nell’atmosfera e riscaldando ulteriormente la Terra … L’effetto serra è un elemento essenziale perché ha reso la Terra abitabile per le forme di vita che conosciamo, mantenendo la temperatura a un livello di circa 15°C superiore a quella che si sarebbe avuta in assenza di tali gas. Quindi, l’uomo non potrebbe esistere senza questo fenomeno. Il fatto importante è che l’uomo ora sta causando un rilevante aumento della concentrazione di gas serra … Quando utilizziamo combustibili fossili (benzina, kerosene, gasolio) emettiamo CO2 nell’atmosfera, aumentando l’effetto serra … Quando bruciamo un combustibile fossile, il Carbonio C si combina con l’ossigeno atmosferico O2 e forma il biossido di carbonio CO2. Mentre l’idrogeno H si combina con l’ossigeno e forma acqua H2O. Una parte del biossido di carbonio rimane in sospensione nell’atmosfera. La deforestazione ha lo stesso effetto della combustione, perché converte il carbonio degli alberi e delle piante in CO2 atmosferico … L’aria più calda trattiene più vapore acqueo, che è a sua volta un gas serra e riscalda ulteriormente la Terra … Altri importanti gas serra sono il metano CH (che produciamo in tre ambienti, grazie ai batteri:  risaie,  discariche e allevamento del bestiame intensivo, dove tale gas si forma nello stomaco degli animali, che poi lo emettono attraverso eruttazioni e meteorismo) e l’ossido di azoto N2O (a causa dell’utilizzo di fertilizzanti chimici). Un terzo gruppo di gas serra prodotti dall'uomo, sono i gas chimici detti gas fluorurati … La temperatura della Terra aumenta rapidamente in risposta all'aumento dei gas serra, mentre i tempi di risposta delle masse oceaniche sono più lunghi (inerzia termica). Ma con il graduale riscaldamento degli oceani, anche la Terra continuerà a riscaldarsi … Con la maggiore concentrazione dei gas serra, si hanno cambiamenti non solo nelle temperature ma anche in altri aspetti. Nell'innalzamento del livello del mare (provocato dall'aumento della temperatura e dallo scioglimento delle calotte glaciali della Groenlandia e dell’Antartide), con le conseguente sommersione delle aree costiere, la formazione di onde più alte durante le tempeste e con la probabile scomparsa di piccole isole… nel cambiamento degli habitat, che provocano l’estinzione di specie particolarmente vulnerabili a causa di una limitata adattabilità e una scarsa mobilità (orsi polari e specie alpine) … nella diffusione di molte malattie che potrebbero ampliarsi a causa dell’aumento della temperatura, come, per esempio, la malaria, che in precedenza non riusciva a diffondersi anche negli altipiani africani, perché le temperature erano troppo basse per permetterne la trasmissione … nella diminuzione dell’acqua piovana disponibile per usi umani e irrigazione … Se la temperatura supera determinate soglie, il rendimento delle coltivazioni può precipitare, perché i semi non riescono più a germinare. Inoltre, di sopra di certe temperature, l’umidità del suolo evapora così rapidamente da desertificare le terre semiaride, rendendole inadatte per l’agricoltura … Ogni grado in più rappresenta una minaccia sempre più grave per la salute e per la sopravvivenza.
(Jeffrey D. Sachs --- Il bene comune ---)


21 ottobre 2015

Effetto disastro.

L’effetto serra, malgrado la brutta nomea, ci tiene in vita … esso consente alla temperatura del nostro pianeta di restare entro livelli vivibili. La luna, per esempio, che è priva di atmosfera e quindi di effetto serra, ha temperature disumane di giorno, mentre di notte diventa più fredda di un ghiacciaio. Sulla terra, invece, i gas che creano l’effetto serra nell'atmosfera ci tengono al calduccio. Moriremmo tutti se non fosse per l’effetto serra … ma il problema non è l’effetto serra in sé, ma il fatto che esso continua ad aumentare … Alcuni gas naturali (ossigeno e azoto) dell’atmosfera terrestre hanno un impatto nullo o lieve sul riscaldamento del pianeta. I raggi del sole passano attraverso l’atmosfera e riscaldano la terra che, a sua volta, irradia parte di questo calore, non ostacolata da ossigeno e azoto. Ma ci sono altri componenti (vapore acqueo, anidride carbonica, metano, ossido nitroso e ozono in alta quota) che intrappolano questo calore assorbito e poi irradiato, riscaldando così il pianeta: questo è l’effetto serra. E, come ho detto, era un fenomeno positivo. È successo, però, che sin dall'inizio della rivoluzione industriale, l’uomo (bruciando carburanti fossili, abbattendo foreste e allevando bestiame) ha cominciato a far salire i livelli di gas naturali responsabili dell’effetto serra. Cioè abbiamo aggiunto all'atmosfera anche altri gas che non dovrebbero esserci, tra i quali l’ozono a basse altitudini e sostanze note come idrocarburi alogenati … tutto questo ha aumentato l’effetto serra, riscaldando sempre di più il nostro pianeta … C’è una soglia, un livello di questi gas oltre il quale l’innalzamento della temperatura causerà danni gravi e irreparabili, come l’estinzione di diverse specie animali e il completo scioglimento delle calotte polari … Quindi riscaldiamo il pianeta con i gas responsabili dell’effetto serra, e all'improvviso l’acqua evapora dagli oceani e penetra nell’atmosfera sotto forma di vapore acqueo, il cui eccesso riscalda ancora di più il pianeta. Se si triplica il gas maggiormente responsabile dell’effetto serra, cioè l’anidride carbonica (gran parte proviene dai trasporti) nell’atmosfera, si innalza la temperatura, il pianeta diventa abbastanza caldo, si sciolgono i ghiacciai, … e così via con le varie retroazioni continue.
(Colin Beaven --- Un anno a impatto zero ---)


6 ottobre 2015

Energia sicura ed economica?

Il punto di partenza è l’uranio … il punto di arrivo è l’energia … L’uranio proviene da miniere a cielo aperto o sotterranee … viene estratto e poi macinato, sul posto, in polvere finissima … poi trasformato in un liquido denso, quasi una poltiglia che, fatta evaporare, produce una miscela scura (yellowcake) … poi convertito in un gas (esafloruro di uranio) … infine trasformato in una polvere nera (ossido di uranio) che viene compressa in pastiglie grandi più o meno come aspirine (pellet). Queste capsule vengono introdotte in matite (tubi di zirconio), che costituiscono la barra di combustibile pronta all'uso (nel reattore) … Quindi estrarlo non è semplice, poi va lavorato e, ogni tanto, sostituito … Inoltre nel nostro Paese non ci sono miniere di uranio, lo dobbiamo importare. Un po’ come il gas. Anche il nucleare italiano, pertanto, dipenderebbe fortemente dall'estero … I paesi che hanno l’uranio sono il Canada, l’Australia e Paesi instabili come la Russia, il Kazakistan, l’Uzbekistan, il Niger. Piccole percentuali in Repubblica Ceca e in Romania … Mentre, gli Stati Uniti guidano la classifica per il numero di reattori attivi … distanti ci sono la Francia e il Giappone …  L’Italia è tornata (di nascosto) nel nucleare, da cui si era allontanata nel 1987 dopo un referendum molto partecipato … L’escamotage per sostenere un business estremamente redditizio è sempre lo stesso: le centrali le costruiscono i privati, ma l’assicurazione in caso di mancata realizzazione è sulle spalle dei cittadini … Questo perché senza imponenti incentivi statali che coprano l’intero investimento, nessuna società sensata potrebbe mettere del capitale in un’impresa tanto rischiosa … Ma è così basso il costo del nucleare? Dipende da quanti soldi saranno impiegati per costruire una centrale … I materiali (acciaio e cemento) e il capitale. Per mettere in piedi un reattore serve anche reperire i soldi, i quali si pagano, attraverso gli interessi … Quale privato entrerà in un investimento che presenta interessi crescenti sui prestiti e un rischio esponenziale (per il troppo tempo occorrente) sul ritorno del capitale? … Quindi, per funzionare il nucleare ha bisogno dello Stato, dei soldi delle tasse, altro che privato … È dunque evidente che l’elettricità prodotta da una centrale nucleare sarà molto più cara di quanto vogliono far credere perché il mercato non è in grado di garantire tassi di interesse bassi … Meglio sarebbe il gas, ma non per i nuclearisti. Eppure il mondo sembra proiettato verso il metano … grazie anche a nuove tecniche di estrazione che consentono un sempre maggiore utilizzo di gas non convenzionale (scisti argillosi, formazioni sabbiose …) senza ricorrere, necessariamente, ai giacimenti veri e propri reperibili solo in profondità … Per cui il dato di fatto è che il gas non si esaurirà così presto … Ma purtroppo al nostro Paese mancano infrastrutture dove stoccare il gas … e questo si traduce nell'impossibilità di mettere da parte ingenti quantità di metano approfittando dei momenti in cui il prezzo è basso … Inoltre chiudere una centrale è complicato e costoso almeno quanto costruirla … Per smantellare e mettere in sicurezza, per esempio, le vecchie centrali britanniche ci vorranno 130 anni e molti soldi … e per smaltire le scorie ne serviranno ancora altri … insomma, pare evidente che i costi sono destinati a crescere in maniera esponenziale … Il danno sanitario da radiazioni è un danno senza soglia. Dosi anche piccole innescano spesso processi di tumori e leucemie, come molti studi confermano … Nessuna dose di radiazioni può considerarsi sicura per l’uomo, né in ospedale (radiografie, Tac …) né in qualsiasi altro luogo, dove vengono assunte per una breve frazione di tempo dal corpo umano. Perché non dovrebbe valere per una centrale nucleare, grazie alla quale dopo l’assunzione, per via inalatoria o alimentare, le relative dosi (di radionuclidi) permarrebbero nel corpo per tempi lunghissimi … E, infine, c’è un altro aspetto che va tenuto in considerazione. La soluzione per disfarsi del pattume nucleare è quello di metterlo sotto il tappeto, di nasconderlo in profondità, magari in un altro Stato … Noi, oggi, conosciamo le nostre scorie e la loro pericolosità. Ma nel futuro? Come possono reagire? Quali fattori termici, meccanici, chimici, microbici entreranno in gioco? … Quindi l’energia atomica sembra vantaggiosa solo per chi costruisce, gestisce e finanzia. L’utente finale non ha nulla da guadagnare e soldi e salute da perdere.
(Roberto Rossi --- Bidone nucleare ---)

17 settembre 2015

Plastica fatale.

Un recente rapporto sulla plastica che inquina gli oceani  ha quantificato in oltre 5 miliardi i frammenti di plastica che galleggiano sulla superficie dei mari del globo … Tali detriti sono stati suddivisi in quattro grandi classi, in base alla dimensione e al peso … Nonostante la maggiore produzione industriale di plastiche nell’emisfero settentrionale e un conseguente maggior abbandono in mare, a quanto pare l’azione delle correnti ha inaspettatamente ridistribuito con una certa omogeneità i frammenti a ogni latitudine, compresi i mari artici … La sorpresa principale fornita dallo studio è stata la presenza relativamente bassa sulla superficie dell’acqua delle microplastiche, ossia di tutti i frammenti di dimensioni inferiori ai 4,75 millimetri … L’ipotesi peggiore prevede l’ingresso di tali microframmenti nelle catene trofiche degli organismi marini, cioè nelle catene alimentari dell’ambiente oceanico, con effetti drammatici sugli ecosistemi … Pesci e uccelli sono stati ritrovati con lo stomaco pieno di tappi PET e di accendini … intere spiagge hanno cambiato il loro volto a causa del continuo accumulo di rifiuti portate dalle onde … I frammenti microscopici di plastica che fluttuano negli oceani vengono aspirati dagli animali filtratori (ascidie, salpe, denti di cane), incistandosi spesso nei loro tessuti. Ma vengono mangiati in gran quantità anche dai pesci … e pesce grande mangia pesce piccolo. Tra i loro predatori ci sono anche il pesce spada e il tonno, a sua volta mangiati dall'uomo. Anche gli additivi industriali della plastica (tossici per l’uomo) si possono accumulare nel tratto digestivo di molti animali  e molte di tali sostanze possono alterare le funzionalità del sistema endocrino e in particolare degli ormoni sessuali, causando un raggiungimento anticipato della pubertà nelle femmine e una diminuita spermatogenesi nei maschi …  Si stima che più di 1 milione di uccelli e 100 mila mammiferi marini muoiano ogni anno a causa dell’ingestione di plastica o perché intrappolati nei rifiuti … I progetti in corso per mitigare i danni causati dalla plastica negli oceani sono tanti … ma è forse la sensibilizzazione del pubblico il punto su cui bisogna lavorare più intensamente.
(Alfonso Lucifredi --- Alla ricerca della plastica scomparsa … da Le Scienze- Aprile 2015 ---)

8 settembre 2015

Vita ecocompatibile.

Era possibile vivere in modo ecosostenibile nella nostra società? … Volevo azzerare il mio impatto ambientale … Se dovessimo guardare la nostra immondizia ogni giorno, io e quelli come me dovremmo affrontare domande difficili circa il modo in cui viviamo … Se la vita genera vita, e la morte genera morte, gli sprechi generano spreco? Se la mia vita genera sprechi, questo cosa significa? Uno spreco di risorse è indice di una vita sprecata? … Quindi sprecare meno e produrre meno rifiuti poteva rendermi più felice … Quando parliamo di quasi 5 milioni di tonnellate di prodotti in carta gettati via, stiamo in realtà parlando di 5 milioni di tonnellate di alberi morti … alberi nei quali il pianeta immagazzina gran parte dell’anidride carbonica responsabile dell’effetto serra: di sicuro non ci fa bene che venga rilasciata nell'atmosfera … Se voglio vivere in armonia con l’ambiente, non posso avere ciò che voglio quando lo voglio … La nostra cultura è come un tir inarrestabile lanciato sulla via del consumo di ogni risorsa … Pensai a tutta la pubblicità … ci sentiamo dire che i nostri capelli non vanno bene, la nostra pelle non va bene, i vestiti non vanno bene, i mobili di casa non vanno bene, la macchina non va bene, noi non andiamo bene, ma che tutto si sistemerà semplicemente comprando qualcosa … la tivù mi faceva disprezzare la mia vita.
(Colin Beaven --- Un anno a impatto zero ---)