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1 agosto 2019

Tendenze pericolose.


Spesso un esame richiesto senza un’indicazione specifica, solo per togliersi un dubbio, ha evidenziato qualche anomalia, di per sé comune e non pericolosa ... ma questa imperfezione, che potrebbe causare una malattia vera e propria, ha ridotto la serenità dei soggetti coinvolti che diventano vittime di una nuova epidemia silente e invalidante: l’ansia della buona salute ... Eppure molti medici prescrivono esami e trattamenti come se la ricerca dell’oggettività di un dato di laboratorio o di un’immagine radiografica potesse chiarire ogni dubbio e risolvere qualsiasi problema. La verità è che gli esseri umani non sono perfetti e si portano appresso qualche anormalità ... Oramai le apparecchiature sono così sensibili che rilevano anomalie prive di alcun significato patologico ... La tendenza prevalente è quella di intervenire con il risultato che la stragrande maggioranza delle persone subirà gli effetti collaterali di una terapia inutile e qualcuno ne trarrà, chissà quando, un beneficio ... La medicina moderna parte dal presupposto che tutte le malattie siano originate da un’alterazione biologica. Il nostro benessere dipende anche da tanti altri fattori che non sono indagabili con esami di laboratorio e non sono curabili con le medicine e gli interventi chirurgici: il lavoro, le relazioni personali, le condizioni economiche, l’ambiente in cui viviamo, le emozioni, i sentimenti, le speranze. Spesso queste sono le cause primarie del malessere. Eppure molte persone vanno dal medico per qualunque disagio, alla ricerca di spiegazioni e rimedi. In questo modo si mettono il cappio al collo, facendosi prescrivere esami probabilmente inutili e innescando una cascata di accertamenti e cure che nella maggior parte dei casi non risolveranno il problema, ma faranno crescere l’ansia ... Più si cerca, più aumentano le probabilità di trovare qualcosa e sarà difficile stabilire se quell'alterazione sia la vera causa del disturbo lamentato o se si tratti di un riscontro del tutto accidentale e senza conseguenze future ... Se ci si rivolge a un medico lamentando un disturbo, è probabile che si esca dall'ambulatorio con una prescrizione di esami e di medicine, dal momento che la formazione universitaria è indirizzata a individuare una causa da rimuovere e non a capire la complessità del disagio che il paziente esprime con un sintomo ... Tutto bene se gli esami fossero innocui e individuassero sempre la presenza di una malattia. Invece sono malandrini e segnalano quello che non è normale, senza distinguere ciò che è irrilevante, su cui è bene sorvolare, da ciò che è probabilmente patologico, su cui è meglio avviare ulteriori accertamenti ... Nel complesso la medicina attuale produce grandi benefici e dobbiamo essere grati a tutti coloro che hanno investito energie e risorse economiche ottenendo risultati inimmaginabili... Come sempre però ogni medaglia ha il suo rovescio e questa mole di esami e trattamenti, quando mal utilizzati, crea l’illusione di poter individuare qualunque problema, di poter curare tutto ... Paradossalmente ci troviamo in uno stato di maggiore incertezza, di minor felicità e di insoddisfazione per le nostre condizioni di vita ... Tutto questo annulla la percezione del limite e rende legittima ogni richiesta di salute, che se non viene arginata e soddisfatta, diventa patologica e produce frustrazioni, malesseri, angosce fino ad avvelenare l’esistenza ... Non fa male ricordare ogni tanto che la morte è inevitabile, che la maggior parte delle malattie non può essere guarita, che gli antibiotici non servono a curare l’influenza, che le protesi artificiali si possono rompere, che gli ospedali sono luoghi pericolosi, che tutte le medicine hanno effetti indesiderati, parecchie offrono benefici marginali e talvolta non funzionano del tutto, che i test di screening non sono perfetti ma forniscono sempre una quota di falsi negativi e di falsi positivi ... È difficile vivere con l’incertezza, soprattutto quando si tratta della nostra salute.

(Marco Bobbio --- Troppa medicina. Un uso eccessivo può nuocere alla salute ---)

3 ottobre 2017

Per combattere l'oscurità.

Nuovi, rivoluzionari trattamenti basati su terapie geniche staminali e bioniche potrebbero aiutare milioni di persone a tornare a vedere … Gli occhi bionici (apparati artificiali) sostituiscono la retina con una sua versione elettronica … L’impianto retinico (chip) viene inserito nella parte posteriore dell’occhio nel corso di un intervento che dura dalle sei alle otto ore … I destinatari degli impianti vedono immagini sgranate, in bianco e nero … e l’immagine viene, però, aggiornata dal movimento oculare e il risultato rappresenta un enorme progresso per persone che hanno trascorso anni senza vedere assolutamente nulla ... Tra i moderni approcci al trattamento della cecità, quello più avanzato sembra essere la terapia genica, la quale utilizza virus per trasportare geni sani fino all’interno delle cellule, per rallentare la progressione di patologie oculari ereditarie… L’occhio è la sede perfetta per tale terapia perché è di facile accesso e si trova ai margini del sistema immunitario e questo riduce la probabilità che i meccanismi di difesa dell’organismo intervengano, attaccando e neutralizzando il virus … Il problema è che gli scienziati non conoscono i geni responsabili di gran parte delle patologie oftalmiche (cioè relative agli occhi) … Diverse possono essere le cause che provocano la cecità: danneggiamento dell’epitelio pigmentato retinico (epiteliopatia), disturbi della cornea (opacità corneale) e del cristallino (cataratta), patologie della retina (retinite pigmentosa), degenerazione maculare, danneggiamento del nervo ottico (glaucoma).

(Simon Crompton --- Una cura per la cecità è possibile? … da Scienze BBC – Agosto 2016 ---) 

15 gennaio 2016

I sottovalutati zuccheri indigeribili

Quando le feci presenti nel retto (parte terminale dell’intestino crasso, prima dell’ano) causano una dilatazione, che porta alla contrazione di riflesso dei muscoli lisci del retto e al rilassamento dello sfintere anale, si ha motilità intestinale. All'incirca nello stesso momento i muscoli addominali e il diaframma si contraggono e le feci sono espulse. Idealmente l’addome sarà perfettamente a suo agio fino al momento della defecazione, quindi si sentirà un impulso a spingere, privo di dolore, nel basso addome … La motilità intestinale in sé è priva di dolore, accompagnata da un senso di sollievo piacevole e avviene dopo una leggera spinta addominale (non uno sforzo intenso o ripetuto) … La consistenza delle feci dovrebbe essere morbida e di solito privo di forma …  È perfettamente normale avere, in una dieta salutare a base di frutta e di verdura, una motilità intestinale che contiene parti non digerite di verdure … Nelle società dove una dieta occidentale è la norma, la spinta a defecare può essere accompagnata da sensazioni di disagio o dolore fastidioso, e il movimento intestinale spesso richiede un prolungato sforzo muscolare e perfino una lieve emorragia … Uno dei problemi intestinali più comuni è la costipazione (sintomo principale delle persone che soffrono della sindrome del colon irritabile), una condizione caratterizzata da difficoltà o scarsa frequenza del passaggio delle feci (dure) e da una sensazione di evacuazione incompleta … Le proteine derivate dai latticini possono causare una costipazione grave … Cibi (carne, pollo, pesce) privi di fibre (catene macroscopiche di carboidrati che passano attraverso tutto l’intestino tenue senza essere digerite, formando la massa delle feci) fanno si che la costipazione diventi un doloroso stile di vita … La fibra attira l’acqua, espandendo ulteriormente il volume delle feci, il che contribuisce a movimenti intestinali ampi, morbidi, regolari, indolori. La fibra, quindi rallenta l’assorbimento delle calorie e di altri nutrienti e questo aiuta a mantenere equilibrati e non troppo elevati i livelli di zucchero nel sangue dell’organismo … Le fibre (si trovano soltanto negli alimenti vegetali) si legano anche alle sostanze cancerogene e le disattivano, così come rimuovono il colesterolo e gli ormoni in eccesso … Anni di scarsa funzionalità dell’intestino e di costipazione possono causare problemi residui, come una dilatazione dei visceri e un intestino pigro (specialmente se sussiste anche un abuso di lassativi). I muscoli del colon sono così deboli che non sono più capaci di contrarsi in modo efficace. 
(John A. McDougall --- Guarisci il tuo apparato digerente ---)

31 dicembre 2015

Preziosa ghiandola.

La verità è che il cibo che immettete nel vostro organismo è l’unico, il più potente fattore che determina il vostro stato di salute e la vostra condizione di benessere … Il fegato è l’organo (ghiandola fondamentale nel metabolismo --- nell'immagazzinamento del glicogeno, importante riserva energetica --- nella produzione di bile, liquido utile per la digestione) interno più grande. Disgrega le proteine, i grassi e i carboidrati introdotti con la dieta e regola il livello di colesterolo e di trigliceridi … È, quindi, il luogo primario per la purificazione, lo smaltimento delle tossine e l'escrezione della maggior parte dei farmaci che entrano nel nostro organismo … La dieta migliore per tutti coloro che soffrono di fegato è una dieta ricca di carboidrati (principale fonte di energia utilizzata dal fegato), povera di grassi e povera di proteine. I carboidrati aumentano anche la produzione di insulina (ormone ipoglicemizzante), che aiuta a rimuovere proteine potenzialmente tossiche dal nostro organismo … Le proteine di origine vegetale sono tollerate più facilmente delle proteine di origine animale, da una persona con una disfunzione al fegato … L’accumulo di grasso nel fegato (fegato steatosico) favorisce infiammazioni, fibrosi (riparazione di un tessuto danneggiato con tessuto connettivo), cirrosi (è una malattia permanente del fegato causata da infiammazione, che altera struttura e funzioni dell’organo) … Questa condizione si riscontra più comunemente nelle persone dipendenti dell’alcol (la più comune tossina nociva per il fegato), obese, diabetiche … Per fortuna, il fegato ha una sorprendente capacità di recupero, dopo la rimozione di sostanze dannose come alcol e grasso … L’epatite è un’infiammazione del fegato dovuta a un’infezione di origine virale, ma può anche essere causata da farmaci o da altre tossine chimiche … Si diffonde (l’epatite B e C) per contatto stretto con persone infette, con i loro fluidi corporei (saliva, sangue e sperma) e per via fecale-orale (l’epatite A) … Il consumo smodato di farmaci è la causa più frequente di malattie del fegato, subito dopo il consumo di alcolici e di cibi ad elevato contenuto di grassi.
(John A. McDougall --- Guarisci il tuo apparato digerente ---)

27 novembre 2015

Una complessa rete difensiva.


Il sistema immunitario è una rete di cellule e sostanze (anticorpi, citochine, sostanze infiammatorie) diffusa a tutto l’organismo … La risposta immunitaria è normalmente una risposta a carattere generale, che coinvolge settori del sistema immunitario collocati in organi e zone del corpo distanti tra loro … I circuiti strategici sono la cute (la struttura delimitante il nostro corpo, la prima barriera fisica verso stimoli potenzialmente negativi – antigeni -), le mucose (bocca, tonsille e adenoidi, trachea, bronchi, esofago, stomaco, intestino tenue e crasso, ghiandola mammaria, utero, vagina, ano), il sangue e la linfa (fluido interstiziale proveniente dai capillari che percorre tutto il corpo, tranne il cervello, che ha un sistema linfatico particolare, dove il ruolo di drenaggio è svolto dal liquido cerebrospinale) … Il sistema immunitario svolge un’essenziale azione di contrasto verso i microrganismi che sono causa di malattia … Esso non è rivolto solo verso l’esterno, ma anche verso l’interno … Il nostro organismo è continuamente sollecitato da stimoli provenienti dall'ambiente, cioè da sostanze che vengono a contatto con la pelle, con le mucose (respiratorie e gastrointestinali), con il sangue … Gran parte delle sostanze potenzialmente reattive (antigeni) entra dal naso e dalla bocca, nel momento in cui svolgiamo due funzioni vitali primarie: respirare e mangiare … Dal midollo delle ossa viene prodotto un flusso continuo di cellule immunitarie, tra cui i linfociti (tipo di cellula che appartengono ai leucociti, cioè i globuli bianchi … nella misura del 25-30% …  principali responsabili della risposta immunitaria specifica) che, prima di essere pronti ad agire, subiscono un’educazione primaria (nel midollo osseo per i linfociti B … nel timo, organo collocato dietro lo sterno, per i linfociti T … per evitare che siano reattivi nei confronti dell’organismo stesso) e secondaria (nei linfonodi, nella milza, nelle placche di Peyer … alla ricerca del contatto con l’antigene giusto, quello che si attaglia al recettore, che consentirà ai linfociti stessi di passare da vergini a maturi, cioè sensibilizzati – priming - dall'antigene e essere pronti per organizzare una risposta che avverrà successivamente) … Seguendo i circuiti linfatici e sanguigni, i linfociti pattugliano l’insieme dell’organismo. Per fare un giro completo, un linfocita ci impiega poco più di 30 minuti … L’infiammazione è la risposta di base del sistema (immunitario), dall'area infiammata si liberano una miriade di sostanze (prodotte dall'eventuale microrganismo che ha scatenato la risposta) che sono in grado di richiamare notevoli quantità di cellule immunitarie … Il sistema immunitario può attivare due diverse linee di difesa (strettamente collegate, sincrone, anche se non necessariamente interdipendenti). Una prima linea (immunità naturale, innata … aspecifica), affidata a cellule antiche che non ci abbandonano nemmeno in vecchiaia, quando il sistema complessivamente declina. E cioè cellule (macrofagi e neutrofili) capaci di ingoiare (fagocitosi) i patogeni, così come la spazzatura interna (detriti cellulari) … Sempre in prima linea, troviamo poi altre cellule capaci di distruggere in modo rapido, e senza troppe cerimonie, sia le cellule infettate da virus, sia le cellule (Natural Killer - NK) trasformate in senso maligno. Questo lavoro in prima linea (fagociti e Natural Killer) è coadiuvato da altre cellule (eosinofili, basofili e cellule mastoidi) il cui ruolo consiste nell'amplificazione della risposta immunitaria … In altri casi, invece si attiva la seconda linea (immunità adottiva, clonotipica … specifica), centrata sui linfociti T e B … Qui, è cruciale il ruolo dei linfociti T helper che, in base all'ambiente in cui operano e quindi alla presenza di alcune citochine (molecole proteiche che, in tutte le infiammazioni, svolgono un importante ruolo di trasmettitori, garantendo la comunicazione fra le cellule immunitarie) piuttosto che altre, possono differenziarsi in tre diversi gruppi: Th1, Th2, Th3 … È ormai sempre più chiaro che i diversi tipi di risposta del sistema immunitario dipendono non solo dal tipo di stimolo (virus, batterio, parassita o tossina), ma anche dall'ambiente in cui avviene l’incontro con il patogeno.
(Francesco Bottaccioli --- Allenare le difese ---)



5 novembre 2015

Un'epidemia silenziosa.

L’organizzazione Mondiale della Sanità prevede che entro il 2020 la depressione costituirà la seconda causa di disabilità nel mondo … Ovviamente, un problema di notevole rilievo è rappresentato dal rischio di suicidio … La depressione ha anche pesanti costi economici (spese per visite, farmaci, ricoveri, assenze dal lavoro, perdita della produttività lavorativa) … I migliori risultati nel trattare i disturbi depressivi si ottengono integrando vari metodi terapeutici (che agiscono sull'insieme dell’organismo malato), sollecitando un cambiamento di stili di vita da parte della persona sofferente. Inoltre, non bisogna mai dimenticare che alcune malattie, disordini fisici o altri fattori sono causa di depressione: malattie autoimmuni (artrite reumatica, diabete, sclerosi multipla), forme infiammatorie croniche, ipotiroidismo, malattie epatiche, ipoglicemia, sindrome premestruale, allergie alimentari, farmaci di uso comune (antinfiammatori, antistaminici, cortisone, pillola anticoncezionale) che in certe persone possono alterare l’umore. Per questo è fondamentale una buona diagnosi che non si limiti a riconoscere i sintomi del disturbo dell’umore, ma che inquadri lo stato di salute della persona depressa in tutta la sua complessità. … Le sostanze, la cui carenza provocherebbe la depressione, sono la serotonina ed eventualmente la noradrenalina. I farmaci che la curerebbero sarebbero quindi capaci di aumentare la disponibilità di tali neurotrasmettitori. Alla base della larga diffusione dei farmaci antidepressivi c’è quindi questa ipotesi di genesi della malattia, che deriverebbe da un deficit o comunque da uno squilibrio di noradrenalina e serotonina. È un po’ come nel diabete dove il medico prescrive insulina perché il pancreas è diventato incapace di produrla. Ma l’esperienza e le conoscenze disponibili (sul funzionamento del cervello) hanno dimostrato falsa questa teoria. Infatti è vero che la serotonina svolge un ruolo chiave nei circuiti cerebrali alla base della depressione, ma se il problema fosse riducibile a una semplice carenza di serotonina, i farmaci che l’aumentano dovrebbero curare la depressione. I farmaci riducono la sintomatologia, ma non curano questa pericolosa malattia silenziosa … A questo punto sorge spontanea la domanda se tutta la farmacologia della depressione sia un grande bluff, un gigantesco effetto placebo. Al momento, non ci sono dati per trarre questa drastica conclusione, anche se, onestamente, ci siamo molto vicini. Ci sono, comunque, dati sufficienti per ridimensionare notevolmente il ruolo dei farmaci. Oggi, la gran parte delle prescrizioni di antidepressivi viene dal medico di base, che usa i farmaci come gli antibiotici.
(Francesco Bottaccioli & Antonia Carosella --- Mente inquieta ---)




29 ottobre 2015

Per non calare oltremisura.

Quando tagliamo un frutto, dopo pochi minuti possiamo osservare superficialmente la comparsa di uno strato più scuro. Questo fenomeno è l’ossidazione … Ossidarsi significa diventare acidi. In termini biochimici, l’ossidazione è semplicemente il processo che combina l’ossigeno con un’altra molecola, causando l’assorbimento di elettroni e la produzione di radicali liberi, che (come se fossero piccoli magneti) vanno alla ricerca di altre molecole a cui attaccarsi. Possiamo, quindi, definirli come veri e propri squali molecolari che danneggiano le molecole della membrana cellulare, i mitocondri (ovvero i centri energetici della cellula) e il DNA … I fattori che aggravano la produzione di radicali liberi sono: fumo, stress, diabete, amianto e sostanze tossiche in genere, pillola anticoncezionale, raggi uva, sforzi fisici eccessivi, contaminanti alimentari, lesioni articolari e muscolari, inquinamento da metalli e idrocarburi, solventi, infiammazioni croniche e invecchiamento … Di fatto ci usuriamo per stress, lavoro eccessivo, emozioni negative, alimentazione scorretta o sedentarietà, tutti fattori che accelerano la vecchiaia … È inutile utilizzare pastiglie, creme, fondotinta e altri prodotti pieni di conservanti e coloranti. Per stare bene e rimanere sani occorre uno stile di vita sano e un regime alimentare in gran parte  integrale e crudista.
(Roberto Antonio Bianchi --- Vivere sani fino a 100 anni ---)

20 ottobre 2015

Corsa assennata.

A tutti consiglio di iniziare con intensità blande e con quantità limitate di lavoro … La corsa è sconsigliata alle persone con decine di chilogrammi di grasso in eccesso. Gravare gli arti inferiori (come avviene mentre si corre) può infatti provocare problemi di tipo traumatologico … Dopo una certa età non tutti hanno un’efficienza fisica che consente loro di correre senza fare grande fatica, pur andando a un’andatura molto lenta, in particolare per le donne … A chi inizia a correre, è preferibile farlo a una velocità alla quale potrebbe, nel contempo, chiacchierare abbastanza tranquillamente … L’entità della ventilazione (cioè aria inspirata ed espirata ogni minuto) dipende anche da quanta anidride carbonica c’è nel sangue. Più alto è il tasso di questo gas, maggiore è la ventilazione. Tale gas nasce in due circostanze. La prima, quando i muscoli lavorano, consumano ossigeno (per la combustione degli zuccheri e dei grassi) e producono anidride carbonica (come rifiuto dell’ossidazione) che poi va nel sangue. L’altra, quando, nei muscoli stessi, si produce acido lattico. Essere in grado di correre a una certa andatura, significa che si produce poco acido lattico e, quindi, si è ancora sotto la soglia anaerobica (cioè il punto di confine tra esercizio moderato ed intenso, superato il quale si ha accumulo di lattato) … All’inizio non si deve aumentare l’intensità, ma la quantità (durata) del lavoro … non bisogna ignorare la fatica … non si deve cercare di superare l’amico o di tenere il suo ritmo (se è più veloce) … Soltanto, più avanti, quando l’organismo si sarà abituato allo stress dell’allenamento, si può decidere se osare un poco … La corsa deve essere preceduta e seguita da esercizi di stretching e da almeno 5 minuti di cammino a passo discreto … Se si ha il fiatone, occorre ridurre il ritmo della corsa … non interrompete bruscamente la corsa al termine del lavoro programmato … se vi sentite molto stanchi, sebbene non avete terminato il lavoro, non fate gli eroi e fermatevi … non fate più di tre sedute settimanali … usate indumenti leggeri in estate e non copritevi troppo neppure in inverno … è assolutamente sconsigliato correre a stomaco pieno, meglio essere a digiuno … meglio evitare di correre con temperature e umidità elevate … vanno evitati i terreni sconnessi per le notevoli e imprevedibili sollecitazioni prodotte sull’arto inferiore … Secondo alcuni studiosi, il principiante non dovrebbe mai superare una frequenza cardiaca pari a 170 battiti al minuto meno l’età espressa in anni. Quindi, chi ha 40 anni, non dovrebbe andare oltre i 130, e chi ne ha 50 non oltre i 120 battiti.
(Enrico Arcelli --- Il bello della corsa ---)

15 ottobre 2015

Il nemico silente.

L’essenza specifica delle macromolecole organiche (proteine, acidi nucleici, zuccheri e grassi) è quella di essere costituite da un certo numero di unità elementari (aminoacidi, nucleotidi, zuccheri e grassi monomerici) … Tali unità elementari devono essere messe di volta in volta in un certo ordine e collegate tra loro … Ogni macromolecola viene montata a partire da moduli elementari preesistenti, grazie ad un processo di codificazione … Ogni catena proteica, ad esempio, è specificata da un gene (una porzione di patrimonio genetico, una sequenza di DNA) attraverso la sintesi della relativa catena aminoacidica … In ogni cromosoma (presente nel nucleo delle nostre cellule) è racchiusa una gigantesca molecola di DNA … I geni non sono immutabili, altrimenti tutti gli individui di una specie avrebbero esattamente gli stessi geni, che si trasmetterebbero invariati da padre a figlio per generazioni. Ma cambiano in continuazione, anche se a una velocità abbastanza contenuta. Il meccanismo con cui il DNA si duplica è incredibilmente accurato, ma non è perfetto. Ogni tanto si verifica qualche errore di copiatura (mutazione) che si sostanzia in una alterazione della sequenza nucleotidica di un gene … Ogni individuo di ogni specie porta nel suo genoma qualche gene mutato, perché le mutazioni sono inevitabili … Si chiamano mutageni (raggi ultravioletti del Sole, radiazioni ionizzanti, alta temperatura, composti chimici, virus, rotture cromosomiche) tutti quei fattori (fisici, chimici o biologici) che favoriscono la frequenza con cui compaiono le nuove mutazioni … Le varie forme che un gene può assumere in seguito ad una mutazione, sono chiamati alleli di quel gene … Non sempre, purtroppo, si ha a che fare con mutazioni dall'effetto trascurabile … I tumori (masse estranee di cellule che compaiono in una regione del corpo) esistono in tutte le specie animali e vegetali e hanno accompagnato il cammino dell’umanità fin dai suoi albori, ma sono venuti prepotentemente alla ribalta sono negli ultimi decenni, in conseguenza del progressivo allungamento della vita media … Spesso, la situazione viene semplicisticamente riassunta nell'affermazione che le cellule tumorali crescono disordinatamente e senza limiti … Una cellula diviene tumorale e dà origine a un tumore, quando nel suo genoma vengono ad accumularsi un certo numero di mutazioni a carico di alcuni geni particolari (oncogeni) … Non tutti i geni sono oncogeni e non sappiamo neppure quanti ce ne sono … Il fatto che siano sempre presenti nonostante la loro pericolosità e che siano conservati nell'evoluzione, sta a significare che essi svolgono un ruolo essenziale. Si tratta di geni connessi con la proliferazione cellulare e la sua regolazione. Per mantenersi in vita e per crescere, ogni organismo h bisogno della proliferazione cellulare. Gli oncogeni stanno lì per questo compito. Quando tutto va bene, c’è una proliferazione controllata. Quando qualcuno di loro muta, si può avere una perdita di regolazione della crescita cellulare e quindi un tumore … Per divenire tumorale, una cellula somatica deve accumulare un certo numero di mutazioni (cinque, sei o sette) in altrettanti oncogeni … Si capisce quindi l’importanza dell’età: più anni passano, più è probabile che nuove mutazioni si accumulino … Se campassimo tutti 150 anni, sarebbe quasi certo che ciascuno di noi svilupperebbe prima o poi almeno un tumore … In un ambiente inquinato e ricco di fattori mutageni si osserva una comparsa maggiore di tumori … tuttavia vivere in un ambiente sano e libero di inquinanti e di cancerogeni non garantisce l’immunità dalla comparsa dei tumori, ma ne abbassa il rischio in misura consistente … Per fortuna il nostro corpo reagisce alla presenza di cellule tumorali come fa con i microbi, i parassiti o le cellule infettate da virus. Le attacca con gli anticorpi e le cellule del suo sistema di difese immunitarie. Ma se tale attacco fallisce perché insufficiente o perché la cellula tumorale non viene riconosciuta, allora si origina e sviluppa un tumore.
(Edoardo Boncinelli --- Prima lezione di biologia ---)


5 ottobre 2015

Piccole strutture alleate

I farmaci chemioterapici hanno difficoltà a distinguere le cellule tumorali da quelle sane, e potrebbero agire su cellule normali provocando effetti collaterali senza toccare i tessuti tumorali vicini … Il sistema immunitario spesso confonde i farmaci antitumorali con batteri pericolosi o altri invasori e li distrugge … Anche quando i farmaci raggiungono il tumore, spesso rimangono incastrati nel denso sottobosco della massa maligna senza penetrarla del tutto. Grazie agli sviluppi della nanotecnologia, i farmaci affrontano questo scenario insidioso con più facilità e colpiscono i tumori nella loro sede. Il segreto consiste nel veicolo per il trasporto del farmaco, appositamente creato e avvolto in un involucro protettivo, che trasporta gli antitumorali in tutto il corpo … In pratica, il farmaco in versione nanoscopica ha più probabilità di raggiungere i tumori senza essere distrutto dall'organismo … Le nanoterapie in fase di test, somministrate per endovena, sembrano avere maggiore successo nel combattere il cancro.
(Dina Fine Maron --- Farmaci per il cancro: colpire nel segno … da Le Scienze- Giugno 2015 ---)

1 ottobre 2015

Problemi di rifornimento.

In Italia, angina e infarto uccidono più di qualsiasi altra malattia … Alla base di tali patologie c’è una malattia delle arterie coronarie, vasi sanguigni che riforniscono di sangue il muscolo cardiaco … Le malattie coronariche possono provocare numerosi problemi al cuore, perché causano sempre una riduzione nell’apporto di sangue a tale muscolo … Tali malattie sono tipiche dei Paesi ricchi e dipendono, forse, dallo stile di vita … Sembra che dieta, fumo, sedentarietà e inattività fisica contribuiscano in modo significativo … Il cuore è una pompa muscolare che distribuisce sangue in tutto l’organismo. Si contrae e si rilassa 100 mila volte al giorno e necessita di un buon apporto di sangue. Pompa sangue rosso, ricco di ossigeno e sostanze nutritive, attraverso le grandi arterie … Dopo il prelievo di ossigeno da parte dei vari tessuti, le vene riportano il sangue (scuro e povero di ossigeno) nuovamente al cuore, da dove viene pompato verso i polmoni per arricchirsi, nuovamente, di ossigeno … Le arterie coronarie nascono dall'aorta, principale vaso sanguigno che si diparte dal cuore … In caso di malattie coronariche, le arterie si restringono e il muscolo cardiaco riceve meno sangue e ossigeno di quanto necessiti. A riposo non vi sono conseguenze, ma non appena il cuore prova a lavorare di più, ecco che l’apporto di sangue si dimostra insufficiente e compare un dolore al petto. Basta fermarsi per qualche minuto perché il dolore scompaia … Gli accumuli di grasso sono chiamati placche ateromatose e, via via che crescono, si inspessiscono e indeboliscono la parete arteriosa, riducendo progressivamente il flusso di sangue … tutto questo favorisce la formazione di un coagulo di sangue (trombo) che ostruisce l’arteria … I depositi di grasso nelle arterie si possono sviluppare molto lentamente, in un arco di 20-30 anni, durante i quali non si manifesta alcun sintomo. L’angina, che si presenta con un dolore al petto (solitamente sotto sforzo), diventa evidente soltanto quando almeno una delle arterie coronarie si è ristretta per più del 70% e il flusso sanguigno è ridotto in modo significativo … Un infarto, invece, si verifica quando tale ostruzione è completa e la porzione di muscolo cardiaco sottostante il coagulo improvvisamente non riceve più sangue e ossigeno e comincia a dolere sempre di più. A meno che il trombo non si dissolva spontaneamente (fatto raro) tale porzione di tessuto cardiaco muore entro 5-10 minuti provocando un attacco cardiaco.
(Christopher Davidson --- Angina e infarto ---)


30 settembre 2015

Camminiamo.

Con l’inaridirsi del clima, abbiamo iniziato a camminare avanti e indietro attraverso aride savane … e la distanza che coprivamo era da 10 a 20 chilometri al giorno, per gli uomini. Ciò significa che il nostro formidabile cervello non si è sviluppato mentre noi oziavamo o stavamo fermi, bensì mentre facevamo esercizio fisico … Il cervello umano è diventato il più dotato del mondo in condizioni in cui il movimento era una costante. Se le nostre competenze cognitive si sono forgiate nella fornace dell’attività fisica, non è plausibile che quest’ultima le influenzi ancora? … Per dirla in parole povere, se siete dei pantofolai avete maggiori probabilità di invecchiare … L’esercizio fisico migliora le condizioni cardiovascolari, riducendo così il rischio di attacchi cardiaci e ictus cerebrali … Un vita all'insegna dell’esercizio fisico può significare un incremento, talvolta stupefacente, delle prestazioni cognitive … Naturalmente, troppo esercizio fisico e un’eccessiva stanchezza possono danneggiare le facoltà cognitive … L’esercizio fisico fa bene al cervello … il rischio di demenza generale è dimezzato, la probabilità di contrarre il morbo dell’Alzheimer si riduce più del 60 per cento … Le cellule afferrano la roba dolce come squali famelici … questa estrazione violenta dell’energia zuccherina dalla struttura molecolare del glucosio, genera un bel po’ di scorie tossiche, cioè una catasta di elettroni di troppo strappati agli atomi di molecole di glucosio … e molti di tali elettroni producono delle sostanze più tossiche che prendono il nome di radicali liberi, i quali se non vengono velocemente resi inoffensivi causano distruzioni all’interno della cellula … Per fortuna, l’atmosfera è ricca di ossigeno respirabile, la cui principale funzione è quella di agire come un’efficiente spugna assorbi - elettroni … Senza un adeguato rifornimento di sangue, qualunque tessuto è destinato a morire di fame, cervello compreso … Si può vivere una trentina di giorni senza cibo e circa una settimana senza bere acqua. Ma il cervello è talmente attivo che non può rimanere privo di ossigeno per più di 5 minuti senza rischiare di riportare seri danni. Gli elettroni tossici si accumulano in eccesso perché il sangue non può distribuire ossigeno sufficiente per assorbirli … E qui entra in gioco l’esercizio fisico che incrementa il flusso sanguigno favorendo la creazione di nuovi vasi sanguigni, che penetrano sempre più in profondità nei suoi tessuti … Più si fa esercizio fisico, più tessuti si possono nutrire (cellule nervose comprese) e più sostanze tossiche si possono rimuovere, e ciò avviene in tutto il corpo.
(John Medina --- Il cervello. Istruzioni per l’uso ---)

16 settembre 2015

Le cattive abitudini.

Gli oftalmologi ortodossi hanno concentrato la loro attenzione esclusivamente sugli occhi e null'affatto sulla mente che si serve degli occhi per vedere … Se non vi fosse alcuna naturale forza risanatrice, la medicina sarebbe impotente … Quando le condizioni sono favorevoli, gli organi malati tendono a guarire mettendo in azione forze autorisanatrici ad essi intrinseche. Se non guariscono, vuol dire o che il caso è senza speranza o che le condizioni non sono favorevoli … Nei difetti della vista, nella maggior parte dei casi l’unico trattamento consiste nel prescrivere al malato lenti per correggere il particolare vizio di rifrazione considerato responsabile del difetto … Gli occhiali eliminano le cause della visione difettosa? Gli organi di vista, in seguito all'applicazione delle lenti, tendono a riprendere il loro normale funzionamento? La risposta a queste domande è: no. Le lenti neutralizzano i sintomi ma non rimuovono le cause della vista difettosa. Anzi, gli occhi così trattati tendono a indebolirsi e a richiedere lenti sempre più forti per correggere i loro difetti … Se l’opinione ortodossa è giusta, se gli organi della vista sono incapaci di curare se stessi, se i loro difetti possono essere attenuati soltanto con mezzi meccanici (lenti), allora bisogna dire che l’occhio è qualcosa di totalmente diverso dalle altre parti del corpo, che con condizioni favorevoli, tendono a guarire da sole dalle loro imperfezioni … Quanti di questi difetti visivi sono dovuti a cattive condizioni di luce, ossia a trascurataggine e ignoranza? … Gli occhi hanno molteplici poteri di recupero, almeno entro certi limiti. Ridurre il loro sforzo migliorando le condizioni in cui si svolge il fatto visivo è sempre utile … Se l’abuso non viene corretto, il difetto generalmente peggiora … Una cattiva illuminazione è la causa più importante e più diffusa dell’affaticamento oculare … L’attenuazione dei sintomi non è l’unica cura possibile e la funzione visiva può essere ricondotta verso la normalità da un’appropriata coordinazione psicofisica … Le esperienze fatte portano a concludere che la maggior parte dei difetti visivi aveva carattere funzionale ed era dovuto alle cattive abitudini contratte … Un miglioramento della funzionalità tende a tradursi nel miglioramento della condizione organica dei tessuti interessati … La rieducazione della vista richiede una certa dose di concentrazione, tempo e fatica, tutte cose che i più non sono disposti a concedere … La pigrizia e l’inerzia umana garantiranno agli ottici almeno nove decimi delle attuali vendite … Finché gli organi della vista sono usati in uno stato di tensione fisica e mentale, i difetti visivi persistono o addirittura peggiorano … L’arte di vedere è simile alle altre fondamentali abilità psicofisiche, quali il parlare, il camminare e il servirsi delle mani. Tali abilità si acquisiscono ordinariamente nella prima infanzia attraverso un processo di autoistruzione, per la maggior parte inconscio … Qualunque sia l’arte che si vuole apprendere, imparate a combinare la distensione con l’attività, a fare quello che dovete senza sforzo, a lavorare con impegno ma mai in uno stato di tensione … Il cattivo funzionamento e la tensione tendono a manifestarsi ogni qualvolta l’io cosciente interferisce con le abitudini corrette acquisite istintivamente, indebolendo le resistenze del corpo e predisponendolo alla malattia … Infatti è di comune esperienza che il potere visivo subisce un forte indebolimento negli stati di sofferenza emotiva.
(Aldous Huxley --- L'arte di vedere ---)

7 settembre 2015

Stretching.

Molti studi hanno dimostrato che buona parte delle cattive condizioni di salute sono da imputare alla mancanza di attività fisica … Ci siamo ormai resi conto che l’unico modo per prevenire i disturbi collegati all'inattività è fare attività, e non per un mese o un anno, ma per tutta la vita … I nostri antenati non avevano problemi che derivano da una vita sedentaria; loro dovevano lavorare sodo per sopravvivere. Si conservavano robusti ed energici grazie al continuo e duro lavoro all'aria aperta … Ma dopo, con il passare del tempo, le persone hanno cominciato a diventare meno attive … I nostri corpi cominciano ad accumulare tensioni, e senza uno sfogo naturale a queste tensioni, i nostri muscoli s’indeboliscono … Lo stretching rappresenta l’anello di congiunzione tra la vita sedentaria e la vita attiva … favorisce il passaggio quotidiano tra l’inattività e un’attività impegnativa senza sforzo eccessivo … Quando eseguito correttamente, lo stretching ci fa sentire bene. Non dovete forzare i vostri limiti o cercare di spingervi ogni giorno più oltre, perché lo stretching dovrebbe adattarsi alle esigenze e alle condizioni fisiche di ciascuno, in base alla struttura muscolare, alla flessibilità e ai diversi livelli di tensione … La chiave consiste nella regolarità e nel rilassamento. L’obiettivo è quello di ridurre la tensione muscolare (favorendo la libertà di movimento) e non quello di raggiungere una flessibilità estrema, che spesso provoca stiramenti e infortuni … Lo stretching è una tecnica tranquilla, rilassante e non competitiva … vi dà la libertà e la gioia di essere voi stessi … ricordatevi che la forza, la resistenza, la flessibilità e il carattere sono diversi per ciascuno di noi … Lo stretching riduce la tensione muscolare, rilassa, aiuta la coordinazione, aumenta l’ampiezza dei movimenti, aiuta a prevenire i traumi come gli strappi muscolari e serve a mantenere costante il livello di flessibilità.
(Bob Anderson --- Stretching ---)

29 luglio 2015

Ostinazione pericolosa.

Spingere il proprio corpo fino al limite estremo è importante, ma se lo si oltrepassa, si finisce col perdere in un colpo tutto quanto.
(Haruki Murakami --- L’arte di correre ---)

20 luglio 2015

Nessuna scorciatoia

L’attività fisica è una priorità assoluta del corpo umano … eppure l’uomo tende a muoversi sempre meno, favorendo l’indebolimento degli organi adibiti al movimento … facilitando la comparsa di malattie del sistema muscolo scheletrico e riducendo la capacità del sistema immunitario. La mancanza di movimento provoca uno stato di tensione nervosa che viene compensata attraverso un aumento di cibo soprattutto a base di carboidrati, che si traduce in un aumento di calorie non utilizzate che si accumulano sotto forma di grassi, in un aumento di peso e la comparsa di ulteriori problemi di salute. In soccorso di questa popolazione impigrita viene in aiuto la pubblicità ingannevole con l’offerta di prodotti che dovrebbero in poco tempo cambiare la struttura corporea acquisita in lunghi (anni) periodi di inattività … aziende alimentari illudono con pillole dimagranti o con cibi che non dovrebbero fare ingrassare … con creme miracolose che agiscono di notte … tutto questo disorienta il consumatore che si convince di poter ottenere l’efficienza fisica e una bella immagine estetica in breve tempo e senza dover cambiare stile di vita, mentre sono determinanti una costante e moderata attività fisica e una adeguata e corretta alimentazione … La droga distrugge i neuroni, il fumo distrugge i polmoni, l’esercizio fisico correttamente praticato costruisce un corpo sano e in salute che permette di vivere una vita di qualità e benessere.

(Donato Ventrella --- Il corpo dinamico ---)