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23 ottobre 2015

Inalterabile.

Mi ricordo che un giorno ricevetti una lettera furibonda da un tale il quale sosteneva che non avevo diritto di dire che Shakespeare non mi piace. Troppi giovani mi avrebbero creduto senza nemmeno darsi la pena di leggere Shakespeare. Non avevo il diritto di affermare una cosa simile. E così via. Non gli ho mai risposto. Lo faccio adesso. Fottiti amico. E non mi piace nemmeno Tolstoj.
(Charles Bukowski --- Il capitano è fuori a pranzo ---)

19 ottobre 2015

L'eterodosso che scombussolò il Seicento.

Baruch Spinoza, al grande pubblico, era noto semplicemente come l’ebreo ateo … Alla domanda “Lei crede in Dio?”, è rimasta famosa la risposta di Einstein: “Io credo nel Dio di Spinoza” … Tuttavia, Spinoza non era così semplice come il suo stile di vita parrebbe suggerire … era un eretico con il carattere di un vero credente, un santo senza religione … Nel suo sistema filosofico, propone una concezione di Dio che si addice all'universo rivelato dalla scienza moderna, cioè un universo regolato solo dal nesso causa/effetto delle leggi naturali, senza finalità né progetto. Egli descrive cosa significa esseri uomini dopo che la nostra pretesa di occupare un posto speciale nella natura è stata infranta … e le antiche teologie non hanno più alcuna credibilità … Spinoza scoprì una divinità ben lontana dai dettami della tradizione, dell’ortodossia, della superstizione … un Dio espropriato del potere di emanare decreti arbitrari, e conforme esclusivamente al lume universale della mente, alla guida della ragione … La sua filosofia trae origine da una personalissima esperienza di percezione della futilità della vita comune … Spinoza afferma che le cose buone non sono abbastanza buone … che il successo nella vita è soltanto il rinvio del fallimento, che il piacere è soltanto una fugace tregua del dolore e che, in generale, gli oggetti dei nostri sforzi sono vane illusioni … Sul piacere dei sensi, il filosofo afferma che la mente è tanta catturata in esso che è impedita di pensare a qualunque altra cosa. Ma dopo che il godimento del piacere dei sensi è passato, fa seguito la più grande tristezza … Le cose sono buone soltanto nella misura in cui esse aiutano un uomo ad assaporare la vita della mente (contemplazione) … Spinoza enfatizza il suo disprezzo per il denaro e per quel genere di persone che lo bramano … Era un eccezionale molatore di lenti … la costante esposizione alla polvere di vetro, tuttavia, molto probabilmente aggravò la sua malattia polmonare cronica che alla fine lo avrebbe strappato alla vita … La sua conversazione aveva una tale aria di genialità e i suoi paragoni erano così calzanti che egli induceva chiunque ad assumere inconsapevolmente le sue stesse opinioni. Era estremamente persuasivo … aveva una mente assai penetrante e un’indole compiacente … Secondo la mentalità secentesca, un ateo era per definizione un decadente. Se non vi è Dio (che premia e punisce) … allora tutto è permesso. Sicché ci si attendeva che un non credente dovesse abbandonarsi a ogni sorta di stimolazione dei sensi, fornicare … mentire, imbrogliare, rubare, e infine soffrire una morte tra atroci agonie, una volta che l’Onnipotente lo avesse catturato … Spinoza respingeva tutte le idee tradizionali su Dio … e offre una lettura delle Scritture totalmente laica … secondo la quale la Bibbia (piena di oscurità e contraddizioni) è interamente opera di mani umane … in definitiva, quando priva la Bibbia del suo mistero, si propone di distruggere l’ordine teocratico del suo tempo … La religione, egli afferma, è usata da molti per usurpare i legittimi diritti delle autorità civili e per opprimere il popolo … la religione organizzata è un raggiro su grande scala, che sfrutta l’ignoranza e la paura per vivere sulle spalle delle masse superstiziose … Secondo Spinoza, persuadere le moltitudini a comportarsi razionalmente non è un compito facile, considerato il dominio che la religione esercita sulla mentalità popolare … In tutta Europa, i difensori della fede ben presto presero a gareggiare nel condannare Spinoza … Eppure, incredibilmente, Spinoza immaginava che, pubblicando un libro in cui smantella i profeti, nega l’esistenza dei miracoli avrebbe potuto in qualche modo evitare l’accusa di ateismo … Secondo Spinoza Dio e la Natura non sono e non saranno mai in conflitto per la semplice ragione che Dio è la Natura … e la caratteristica più importante della Natura di Spinoza è che essa è, in linea di principio, intellegibile cioè comprensibile … non vi sono imperscrutabili divinità che prendono decisioni arbitrarie, e che non vi sono fenomeni non sottoponibili alla indagine razionale … in breve, non vi è nulla che non possa essere conosciuto, anche se, necessariamente, noi non possiamo conoscere ogni cosa … Nega che Dio stia all'esterno del mondo e lo crei … Tutte le tradizionali concezioni di una divinità barbuta che soffia il caldo e il freddo dai cieli, nella teoria di Spinoza, sono spregevoli esempi della predilezione umana per l’antropomorfismo. Infatuati delle nostre sfrenate fantasie, noi esseri umani sovente attribuiamo a Dio tutto ciò che è desiderabile in un uomo … se un triangolo potesse parlare, egli aggiunge, direbbe che Dio è eminentemente triangolare … Vi è un solo regno nel mondo di Spinoza, il regno di Dio, o Natura; e gli esseri umani appartengono a questo regno allo stesso modo delle pietre, degli alberi e dei gatti. Con questa semplice asserzione, Spinoza conficca un palo nel cuore di due millenni di religione e di filosofia … I teologi, afferma Spinoza, usano spudoratamente la prospettiva dell’eterna ricompensa e dell’eterna dannazione per intimorire le masse … Colui che ama Dio non può pensare che Dio, in cambio, debba amarlo a sua volta … Il Dio di Spinoza, in altre parole, non farà nessun miracolo per voi, non vi offrirà affetto, non mostrerà alcun segno di interesse per il vostro benessere, non vi darà niente che voi non abbiate già. Il Dio di Spinoza è così indifferente che uno potrebbe addirittura domandarsi se sia ragionevole amarlo.
(Matthew Stewart --- Il cortigiano e l'eretico ---)

13 ottobre 2015

Non responsabile.

Leopardi non diventò gobbo a causa del rachitismo. La sua malattia era infinitamente più grave e complicata: la tubercolosi ossea (o morbo di Pott) … In una data che non possiamo precisare, il suo corpo cominciò a non crescere più: la statura si fermò a 1 metro e 41 centimetri e la parte alta rimase esilissima. I femori e le gambe si svilupparono, mentre due grosse gibbosità si formarono sia nella parte anteriore sia in quella posteriore del corpo. Attorno a queste gobbe si sviluppò il mostruoso sistema della tubercolosi … Si curava come poteva: combatteva disperatamente, sia pure senza nessuna voglia, contro la malattia e la morte. E se non faceva bagni e non si lavava, era perché il suo corpo gli faceva orrore. Ne distraeva lo sguardo come da una visione insopportabile. La cosa più grave era che Leopardi si sentiva colpevole della propria malattia. Se soffriva indicibilmente, ogni giorno della sua vita, se gli cresceva la gobba, se un liquido maligno gli riempiva il torace, se gli occhi lacrimavano, egli credeva che la causa fosse una sola: gli studi matti e disperatissimi dell’adolescenza. Non sapeva che non era colpevole di niente. La colpa era soltanto della natura.
(Pietro Citati --- Leopardi)

28 settembre 2015

Sesso diversificato.

Il problema consisteva nella costrizione a fare regolarmente sesso con la stessa persona. Montaigne odiava qualunque tipo di obblighi. Li assolveva con una sola chiappa, facendo ciò che gli era richiesto per mettere al mondo dei figli … A quei tempi era considerato moralmente riprovevole per un marito trattare la moglie come un’ amante, perché avrebbe potuto trasformarla in una ninfomane. Al matrimonio si addiceva un sesso occasionale e distaccato … I medici dell’epoca dicevano che un piacere eccessivo poteva alterare il seme nel corpo della donna, impedendole il concepimento. Era meglio per un marito cercare l’estasi dove non importava quali danni causasse. I re di Persia, racconta Montaigne, chiamavano le loro mogli a partecipare ai banchetti, ma quando il vino arrivava a riscaldarli a dovere e non potevano più impedirsi di dar briglia sciolta al piacere, le rimandavano nei loro appartamenti. E al loro posto facevano venire delle donne più consone.
(Sarah Bakewell --- Montaigne – L’arte di vivere ---) 

11 settembre 2015

Meglio tardi che mai.

Gregor Mendel è oggi famoso per aver enunciato i principi fondamentali dell’ereditarietà. Ma finché visse fu soltanto un oscuro sacerdote austriaco studioso di scienze naturali, le cui brillanti ricerche furono ignorate dalla comunità scientifica … A partire dal 1856, si dedicò ai suoi famosi esperimenti sull'ibridazione dei vegetali. Nel 1865 aveva formulato le sue famosi leggi sull'ereditarietà dei caratteri … La sua opera fu riscoperta nel 1900, quando tre diversi scienziati, l’uno all'insaputa dell’altro, vennero a conoscenza della monografia di Mendel … Che cosa aveva scoperto Mendel a proposito dell’ereditarietà? In primo luogo che in ogni organismo vivente esistono unità base, oggi chiamate geni, che trasmettono le caratteristiche ereditarie dal genitore alla seconda generazione. Nelle piante da lui studiate, ogni caratteristica individuale era determinata da una coppia di geni … Il biologo austriaco scoprì che se i due geni ereditati erano diversi, normalmente nell'individuo si manifestava soltanto il carattere del gene dominante, ma il gene recessivo non andava tuttavia distrutto, e poteva essere trasmesso ai discendenti di quella pianta … Le sue leggi, seppure oggi lievemente modificate, costituiscono il punto di partenza della moderna genetica … Una considerazione: poiché lo scoperte di Mendel furono ignorate durante la sua vita, e altri scienziati giunsero alle stesse conclusioni in maniera del tutto indipendente, la sua opera potrebbe non essere considerata indispensabile … ma la sua opera, una volta riscoperta divenne famosa in tutto il mondo e i tre scienziati, che giunsero alle stesse sue conclusioni, lessero successivamente quanto Mendel aveva pubblicato, e citarono i risultati da lui ottenuti senza attribuirsi il merito di aver scoperto la genetica, i cui principi fondamentali sono universalmente noti come leggi di Mendel.
(Michael Hart --- Gli uomini che hanno cambiato il mondo ---)