15 marzo 2017

Finzione o realtà?

In terra di Palestina si viveva giorno dopo giorno una realtà evidente, imbevuta di politica, sommosse, dispute religiose … Storici descrivevano le vite degli imperatori, le loro guerre, le conquiste. Da questi scritti emergono figure ben definite come quelle di re Erode, del prefetto Ponzio Pilato, dei sommi sacerdoti. Eppure nessun cronista parla di Gesù. Com'è possibile? A nessuno interessava scrivere del fondatore di una nuova religione, di un predicatore che faceva miracoli, si diceva re d’Israele e contava migliaia di seguaci? È esistito davvero quest’uomo di Galilea? Se si, chi era? Un maestro di saggezza, un taumaturgo, un agitatore politico, un innovatore esaltato… insomma, chi era Gesù? E se non fosse mai esistito? Se Paolo di Tarso e gli autori dei Vangeli avessero inventato di sana pianta questo personaggio al solo scopo di poter fornire una base solida a una nuova religione? Una religione che, ufficialmente, sarebbe nata in Palestina in ambiente ebraico, ma che in realtà è fin troppo imbevuta di neoplatonismo per essere scaturita dal pensiero di un ebreo? È possibile che una volta tolta la maschera agli evangelisti e individuata la realtà oltre i loro scritti, non resti più nulla? Forse quell’ombra grigia in lontananza è destinata a rimanere un’ombra. Un’immagine nuda. Non perché Gesù Cristo non sia mai esistito, ma piuttosto perché il Gesù storico era una persona del tutto differente.
(Sabina Marineo --- Vendi il mantello e compra una spada. La missione di Gesù il Galileo ---)

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